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25Sep/020

Fight Club

Che io venga a patti? Mai! - ed eccoti anche a te,
Stoltezza – io so che sarò alla fine da voi disfatto;
ma che importa: io mi batto, io mi batto, io mi batto.
Voi mi strappate tutto, tutto il lauro e la rosa!
Strappate pure! Malgrado vostro c’è qualche cosa
Ch’io mi porto (e stasera, quando entrerò in quel di Dio)
Potrò portare con l’orgoglio che mai macchiai ne macchio
L’indomita purezza del mio pennacchio.

(“Cirano de Bergerac”, E.Rostand)

Dorme ora, come un bambino. Spero sinceramente che riprenda in fretta le forze e le energie.
Tutto è cominciato verso le sei di questo pomeriggio. La stato di caos che la casa aveva raggiunto era paragonabile sono al disordine e alla confusione in cui sono da diversi giorni.
Mi ero appena svegliato dopo una delle tante notti ai limiti dell’insonnia, passata tra un incubo e l’altro a cui, ormai, ho cominciato a fare l’abitudine. Dopo una buona mezz’ora sotto le coperte passata a fissare il soffitto, saltellando da un pensiero all’altro ho preso la ferrea decisione di riordinare il delirante casino che avevo in testa partendo dalla casa.
L’ ho presa un po’ alla larga, ok, ma da qualche parte si deve sempre cominciare, e alla fine la cosa più immediata e più visibile che bisognava riordinare era proprio il mio piccolo spazio vitale. In piedi dunque!